martedì 19 novembre 2013

White Pony: la birra tra arte ed esperienza "mistica"

Zumbi
Lasciamo momentaneamente l'argomento coltivazione luppolo per pubblicare un'intervista a cui siamo particolarmente affezionati.
Non si tratta di birrificio agricolo, addirittura non produce nemmeno in Italia. Ma come sapete quando incontriamo interlocutori che trasudano passione, che nonostante prodotti di eccellente fattura mantengono umiltà e perchè no anche disponibilità, subiamo inevitabilmente il loro fascino.
E' il caso di White Pony Brewery, beer firm di un paesino della provincia padovana che produce in Belgio, paese al quale come scopriremo è intimamente legato. Andiamo a leggere quindi cosa ci ha raccontato Rob!   


Quando e come è nata la tua passione per la birra?
Ciaooo! La mia passione per la Birra è nata un pò di anni fa. Da giovincello bevevo birraccia :) un giorno mi sono svegliato e mi sono chiesto: "ha senso bere una cosa che non mi da alcun piacere, ma che si beve gelida ed è frizzante ed amara?" in quel momento ho smesso di bere ogni cosa e mi sono preso un periodo di riflessione. Poco dopo ho cominciato a sentire il bisogno di approfondire le radici della mia famiglia (mio padre è nato a Liegi). Ricordo che da piccolo il mio vecchio mi diceva sempre "la birra belga è la migliore". L'ho capito un pò in ritardo forse, ma da quel momento è nata una passione indescrivibile e ho cominciato ad assaggiare un sacco di birre, a studiare, a viaggiare, e ho conosciuto diverse persone che sono state utili nel darmi consigli.
Quando invece l'avventura White Pony e perché questo nome?
Ricordo che quando stavo pensando di aprire il birrificio, beh, avevo sottomano una lista con una ventina di nomi, alcuni davvero orribili, come ad esempio uno in francese che tradotto sarebbe "la talpa ribelle". Il Pony bianco ha per me diversi significati, tra cui un senso di pace interiore, di tranquillità, di infinito, come qualcosa che puoi vedere da lontano ma non puoi arrivare a toccare, una cosa bellissima, una visione fantastica, immaginarsi un pony bianco che corre in un campo...è un'immagine sognante che infonde speranza.
Quest'avventura è nata ufficialmente a febbraio-marzo 2013, ma in realtà nasce dal 2012, in cui ho passato giornate a studiare come avrebbe potuto svilupparsi la mia attività, a pianificare e mandare email. E' stato un periodo emozionante ma anche stressante.
Se dovessi trovare una caratteristica comune tra le tue birre quale citeresti?
Bollitura Gense
L'arte! Sinceramente, per me fare birra è un'arte, e in quanto tale, spero di trasmettere delle emozioni con le mie birre, oltre che dei messaggi talvolta contenuti nelle etichette, spero di regalare una mezz'oretta di pace e godimento. Credo ci sia una profonda radice di tradizione ma, allo stesso tempo, la voglia di sperimentare (con errori annessi :)).
White Pony è una beer firm un po' particolare ci racconti come avviene la produzione e la commercializzazione?
Cercherò di essere breve per non annoiare chi legge :) In poche parole, la sede del mio birrificio è in Italia, e da brewfirm appunto, produco in Belgio, paese in cui è praticamente nato il fenomeno brewfirm. La commercializzazione, attualmente, avviene tramite distributori, circa il 50% della produzione viene venduta in Belgio, il resto arriva in Italia, Francia, Danimarca...
Il mercato della birra artigianale si fa sempre più competitivo, quali sono secondo te le qualità che un birrificio deve avere per far fronte alle nuove sfide?
Mah, io sono convinto che la qualità sia la cosa più importante, direi essenziale. Il resto conta solo per "comprarsi" il consumatore (come belle bottiglie serigrafate e quant'altro).
Parlando più tecnicamente di consumatore finale, credo che con la crisi economica il consumatore abbia bisogno di essere anche coccolato, non vuole solo comprare un prodotto, vuole spesso farsi due chiacchere, vedere la passione e magari un sorriso dietro ad una bottiglia.
Il tema delle accise in Italia è, non solo ora, di grande attualità,  potresti spiegarci come si compone, nelle diverse percentuali, il prezzo finale di una bottiglia di birra (materie prime, tasse, manodopera, ecc)?
L'accisa attualmente è una bella spennata, e trovo davvero insulso e poco intelligente tassare un prodotto in così grande crescita, e non tassare minimamente il vino ad esempio. E' la solita vergogna italiana a cui ormai siamo abituati. Credo che il mondo della Birra si debba unire per manifestare un dissenso profondo contro questo scempio!
Detto questo, facendo un conteggio a quarti, credo che 1/4 materie prime, 1/4 manodopera, 2/4 tasse, senza contare poi l'accisa che si ha, che equivale circa a 45-50 cents su una bottiglia da 33cl di birra da 6.8%, se non erro.
Torniamo a White Pony, nonostante i volumi non proprio da birrificio entry level, non disdegnate produzioni piuttosto eccentriche, ce le racconti e quale ti rende più orgoglioso?
Certamente! Beh, abbiamo, prima di tutto, una sorta di linea del
Venice
"the", a partire dalla The Oracle, una quadrupel che personalmente definisco "belgian barleywine" per il semplice fatto che da 1000 litri ne ricavo 900 finali, il resto è scarto (Eh si usiamo troppo malto :)) Beh è una birra corposa, da 10.7%, bruna con schiuma beige, presenta note che vanno dai frutti scuri alla liquirizia, passando da nocciola a cioccolato, caramello, zucchero candito e spezie... D'altra parte, la The Prophet, una strong ale bionda che arriva a 12.5%, ben fruttata e speziata, ma con una forte impronta dei luppoli (una valanga per bilanciarla). E a breve arriverà The Shaman. Sono birre decisamente complesse che hanno nell'anima una specie di visione mistica.

Abbiamo la Altruism, una belgian ale ramata con cui si cerca di trasmettere un messaggio molto chiaro. Teppistenbier è una dedica speciale al mondo trappista, presa in modo scherzoso, "Trappistenbier"  l'antica dicitura trappista proveniente dall'abbazia di Westmalle, Teppistenbier è la storpiatura all'italiana, teppista, anche quì c'è un piccolo messaggio nell'etichetta, ovvero, la statua della libertà con una bottiglia in mano (che stappandola ha colpito un elicottero), come se la statua avesse finalmente trovato la vera libertà, quella che manca al giorno d'oggi.
Abbiamo poi Venice e Gense, due saison, la prima un pò più leggera in alcool, due dediche a due città a cui mi sento molto legato emotivamente. Dark Signs, una strong dark da 13.1%, anche quì una specie di piccola dedica, stavolta ad una canzone degli In Flames che adoro, una canzone capace di farmi emozionare così tanto, ma anche divertire, in modo spensierato e positivo, con cui ti verrebbe da lasciare i tuoi muscoli muoversi liberamente nell'aria, spero che questa birra possa dare sensazioni simili. Dimenticavo, è brassata con vaniglia ;)
Le birre di natale, Winterdawn, una strong dark da 12% brassata con liquirizia, e December Flower, che più che un fiore è una mazzata da 13% con aggiunta di un paio di spezie (segrete!!!) e IBU 68. Si dicevamo, buccia d'arancia e coriandolo...!
Abbiamo Renè, una birra con ben sette spezie dedicata al mitico R. Magritte, un grandissimo artista. Strongest Than Ever, un barleywine da 15.1% che definirei birra da dessert. Nasty Whitesnow, letteralmente biancaneve indecente, non per niente nell'etichetta c'è chiaramente scritto "slutty imperial witbier", è una birra ruffiana che mette assieme gli stili blanche e strong ale, peccato che nella batch provata nel mio piccolo laboratorio casalingo fosse davvero di un giallo chiaro opalescente, mentre dal birrificio ne è uscita una birra un pò più scura, il bello dell'imprevedibilità :) e tante altre, tra cui alcune birre stagionate in botti... Mi piace molto creare nuove birre, se non si è capito :) credo che la birra stimoli la fantasia, anche per questo la reputo un'arte.
Manca, se non vado errato, nella linea l'immancabile IPA o superluppolata, come mai?
Hai ragione! Da buon cultore filo-belga non amo le birre molto amare, preferisco birre la cui complessità è data dal gioco tra malti e lievito, e in cui i luppoli vadano solamente a bilanciare, fatta eccezione per imperial stout e altre cose. Non ho mai capito questo desiderio di farsi distruggere lingua e palato da amarezze esagerate che ti infilzano come aghi, a volte sarebbe più piacevole mangiare vetro :) Oltretutto, credo che ormai sia una specie di moda questa delle ipa, e ancor più forse per le pale ales. .Avevamo in programma una ipa con peperoncini jamaicani, ma purtroppo non abbiamo raccolto abbastanza peperoncini.
In ogni caso, devo dire che anche per questo argomento qualche risposta liquida ce l'avremo presto anche noi.
Dal tuo punto di vista, come evolverà la birra artigianale nel prossimo futuro, saremo ancora preda dell'amaro estremo, sarà la ricerca di nuovi profili aromatici del luppolo a dettare le regole o si guarderà altrove?
Questa è una domanda da Fox, quello dell'oroscopo :) Spero che prima o poi tornerà a rifarsi viva la passione per i grandiosi luppoli nobili europei. Poi certamente sarà il consumatore a dettare legge, e come ben sappiamo, il consumatore ha (quasi) sempre ragione ;)
Hai qualche ricetta o progetto particolare per il prossimo futuro?
Ambra
Fin troppe, questo è il mio problema, ho così tante ricette che mi servirebbe un database, e non ho il tempo nè la possibilità di provarle tutte. Oggi pomeriggio mi chiudo in cucina e do il via alle danze con una ipa di puro stampo inglese che penso risulterà utile a capodanno :) Al momento sto anche lavorando su un'imperial ipa da 20% e ho in fermentazione una oud bruin da 8.5% (in realtà se ne sta lì a riposare coi truccioli di rovere francese). Penso che a breve mi toglierò anche la voglia di fare una nuova sour che poi sarà godibile in primavera-estate.
Per quanto riguarda invece le birre che verranno prodotte in birrificio, beh, abbiamo Strongest Than Ever che sta affinando in una botte di Bourbon e in una di Cognac Remy Martin, oltre che la Dark Signs in una botte speciale usata per il vino rosso toscano e poi per lo scotch whiskey. Questa settimana c'è in programma Black Sheep, un'imperial stout da 10%, di cui una parte credo finirà in botte. Poi The Crow russian imperial stout 14% e Molotov barleywine 17%, e The Oracle. E successivamente presumo The Shaman e Death Is Life (scotch ale di veduta belga). Abbiamo confermato la nostra presenza alle prossime edizioni di Groningen Bier Festival e Zythos Bier Festival, due eventi pazzeschi, speriamo di incontrare un casino di gente e nuovi amici.
Dove troviamo le tue birre in Italia ma sopratutto in Veneto?
Purtroppo in Veneto credo siano piuttosto rare al momento, il mio distributore non aveva molti contatti quì, per questo dall'anno prossimo credo che lavoreremo per fare in modo che si possano trovare in ogni possibile angolo di questa regione. Certo, se volete passare a bervi una birra in compagnia quì, siete i benvenuti ;) ...Ci tengo a ringraziare di cuore Leonardo e PNZ Brewers, oltre che i lettori. Per ogni info fate un salto nel sito, ci trovate anche su facebook,twitter...yeeeep!

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